Patate al parmigiano

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Chi può resistere al parmigiano? Se poi è l’elemento fondamentale di una ricetta con patate al forno, solo le pupille gustative saranno in grado di raccontare quest’esperienza del gusto. La ricetta delle patate al parmigiano è l’idea giusta per un contorno d’eccezione!

Ingredienti per 4 persone:

1,3 kg di grosse patate
50 g di parmigiano grattugiato
1 presa di noce moscata grattugiata
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
olio di semi
4 fette di pancetta affumicata, tagliate a strisce
sale

Preparazione delle patate al parmigiano

Tagliare le patate a metà per il lungo e farle lessare in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti, quindi scolarle bene.

Mescolare in una terrina il parmigiano, la noce moscata e il prezzemolo. Passarvi le patate e ricoprirle bene. Scuotere per eliminare la miscela di formaggio in eccesso.

Versare un po’ d’olio sul fondo di una teglia e metterla in forno preriscaldato a 200° C per 10 minuti, quindi aggiungervi le patate e farle cuocere per 30 minuti, girandole una volta durante la cottura.

Togliere dal forno, spolverizzare con la pancetta affumicata, rimettere in forno e fare cuocere per altri 15 minuti, o finché le patate e la pancetta non sono cotti. Eliminare l’olio in eccesso e servire.

Qualche approfondimento sul parmigiano reggiano

Il parmigiano reggiano è un formaggio a pasta dura, a pasta filata, prodotto in Emilia-Romagna. La denominazione parmigiano reggiano o parmigiano-reggiano, o anche semplicemente “parmigiano”, è un marchio registrato che indica un formaggio DOP a pasta dura, a pasta filata, prodotto in Emilia-Romagna.

Il latte utilizzato per la produzione del formaggio è quello vaccino, intero e non pastorizzato, proveniente da bovini alimentati esclusivamente con foraggi naturali. La cagliata, ottenuta dalla cagliatura del latte, viene fatta riposare per un periodo di circa un’ora in contenitori di legno chiamati fascere.

Dopo la rottura della cagliata in piccoli pezzi, questa viene messa in una caldaia di rame chiamata calderone, dove viene scaldata a sessanta gradi. In seguito alla sospensione della cagliata nel calderone, la pasta si gonfia e si allontana dalle pareti del recipiente formando una palla.

La pasta viene poi posta in una fascera, un contenitore a forma di cilindro che permette all’acqua in eccesso di fuoriuscire. Le fascere vengono quindi messe in una stanza chiamata “stufa”, dove la temperatura è mantenuta costante tra i 20 e i 22 °C.

In seguito alla formazione della crosta, il formaggio viene sottoposto ad una salatura a secco che dura circa 20 giorni. Il formaggio viene poi messo in una stanza chiamata “madia”, dove la temperatura è mantenuta costante tra i 12 e i 14 °C.

Il formaggio viene infine confezionato e messo in vendita dopo un periodo di stagionatura che va dai 12 ai 36 mesi.